Francesco Arezzo Trifiletti e il “Rotary che verrà”

28 febbraio 2020

Interclub  13 RC, Rotary Club promotore Napoli Sud Ovest

Una serata all’insegna della Visione Futura per il Rotary International quella organizzata lo scorso 28 febbraio a Villa Vittoria a Napoli, dal Rotary Club Napoli Sud Ovest, in Interclub  con i RC: Napoli, Napoli Nord, Napoli Ovest, Sorrento, Valle Telesina, Napoli Nord Est, Napoli Chjaia, Nola Pomigliano D’Arco, Caserta Reggia, Pompei, Torre Annunziata Oplonti, Morcone San Marco dei Cavoti, Caserta Vanvitelli. Presenti alla serata i rispettivi presidenti: Montefusco, Brancaccio, Salzano, Ruocco, Ghiaccio, Cupo, De Laurentis, Barone, Nuzzolo, Manvuso, Marulo, Tajani, Giannico. Numerose anche le personalità rotariane giunte per l’occasione Il DG Distretto 2100, Giovanna Mastrotisi, Assistente Coordinatore zona 14 PDG Giancarlo Spezie, i PDG: Gennaro Esposito, Gaincarlo Calise, Marcello Fasano, Salvatore Iovieno, Luciano Lucania, Il Governatore incoming Massimo Franco , Assistenti e Formatori del Distretto 2100, Il Governatore Pasquale Domenico Verre, cui sono affidate le conclusioni dell’incontro. Dopo i saluti del presidente del Rotary Club Napoli Sud Ovest, Adolfo Lorusso e l’introduzione di Renato Colucci,  è il relatore della serata, Francesco Arezzo di Trifiletti, Board Director del Rotary International zona 14, accompagnato dalla consorte Anna, a prendere la parola ed a far immergere i presenti nel Rotary che verrà. Il Board Director Arezzo, intervistato da Lucia de Cristofaro, presidente Commissione Comunicazione Social network, presente alla serata, così ha spiegato il futuro del Rotary International, iniziando dalla Rotary Foundation:  “In questa nostra contemporaneità l’azione della Rotary Foundation e quindi delle dei progetti importanti che porta avanti la fondazione Rotary si pone come perno importante della nostra società. La Rotary Foundation ha sempre fatto delle progettualità  molto ambiziose, tra queste molto importante è sicuramente il progetto che ci si caratterizza livello mondiale, ovvero  quello della Polio Plus. Una Polio che si è ripresentata in Pakistan, ma che grazie al nostro impegno e a quello del governo Pakistano, ci fa ben sperare per il futuro, così come ci fa ben sperare l’assenza di casi di polio da almeno tre mesi in Afghanistan ed altre parti del mondo che sono ormai liberate da questo flagello epidemico. Pensare ad un mondo finalmente libero dalla Polio è qualcosa di veramente grande, solo quando le Nazioni afflitte da ciò non saranno più considerate endemiche potremo pensare ad un altro progetto, che dovrà sempre essere misurabile e che possa interessare tutto il mondo rotariano e che possa essere facilmente comunicato. Al momento il Rotary International è impegnato a fissare le caratteristiche di un eventuale nuovo progetto.” Quali altri progetti oltre la Polio Plus? “La Fondazione ha tantissimi progetti a livello mondiale, anche se da questo punto di vista l’Italia rotariana dovrebbe essere più attenta a promuovere un numero maggiore di progetti. In India, ad esempio, dove sono stato per il centenario del Rotary India, ogni distretto indiano annualmente presenta 15/20 global grant, in questo modo riescono a sostenere numerose iniziative volte a migliorare i loro territori. Tantissimi sono i progetti possibili, come ad esempio nel campo dell’ambiente. Un tema su cui sta riflettendo anche il Rotary International, considerando o la possibilità di accorparlo ad una delle sei aree già esistenti, o di crearne una nuova. Il Rotary che “connette il mondo” deve essere anche un Rotary attento alle esigenze del territorio. Come Board Director ho raccolto in questi anni proprio le esigenze dei nostri territori, confrontandole con quelle degli altri direttori, in modo da trovare un terreno comune su cui operare. Un consiglio ai soci del Distretto 2100? “Bisogna avere dei solidi obiettivi, degli obiettivi alti. Non partiamo col piccolo cabotaggio, poniamoci dei limiti ambiziosi, degli obiettivi molto ambiziosi e non smettiamo mai di perseverare nella loro realizzazione, all’inizio potrà sembrare difficile,  ma è una difficoltà apparente, perché una volta capito il meccanismo abbiamo il successo del nostro progetto a portata di mano.” Molto significativo anche l’esempio espresso durante l’intervento in cui riporta una situazione ipotetica, descritta dallo stesso presidente internazionale Mark Daniel Maloney, in cui si fa riferimento ad una ipotetica cittadina, dove il Club Rotary a causa dei suoi vincoli e la poca flessibilità, perde sempre di più aderenza sociale e si ritrova a rappresentare solo una piccolissima parte di un grande territorio. Esempio che fa riflettere su un Rotary che deve rinnovarsi, che deve aprire le porte ai giovani, alle donne, alle differenti professionalità, un Rotary, che pur non dimenticando il suo passato, non vive però di ricordi, ma è inserito positivamente nel presente ed è attento a rimodellare il futuro. “Un rimodellamento che si sta già studiando a livello di Rotary International, sul ruolo ad esempio del governatore, sulla natura stessa dei distretti, l’età limite per l’interact. Si prevede di mettere in atto un progetto pilota che possa essere presentato e votato al prossimo consiglio di legislazione, che si riunisce ogni tre anni. Un periodo anche questo che andrebbe rivisto, riducendolo almeno di un anno.” – commenta nel suo intervento Francesco Arezzo.  Le conclusioni della serata sono affidate al Governatore Pasquale Verre, il quale afferma che ciò che è stato espresso dal Board Francesco Arezzo, in parte si sta già mettendo in atto nel Distretto 2100, che nei suoi progetti e nel suo programma distrettuale di quest’anno è già proiettato verso il futuro. La conviviale che segue dà la possibilità ai convenuti di continuare a discutere amabilmente del futuro del Rotary.