Il caso Campania – Incontro con la d.ssa Carolina Annechiarico , Senato della Repubblica

Rotary Club: Nocera Inferiore Apudmontem, Cava de’ Tirreni, Salerno Duomo, Scafati-Angri Realvalle Centenario

“Dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici: il caso della Campania”, questo il tema  al centro dell’incontro dello scorso 1 marzo, nella sala Conferenze dell’Holiday Inn, promosso dal Rotary Club Nocera Inferiore Apudmontem, presidente Salvatore Rosolia,  in Interclub con RC Cava de’ Tirreni, presidente   Vincenzo Troia, RC Salerno Duomo, presidente Michele Pellegrino , RC Scafati-Angri Realvalle Centenario, presidente Salvatore Savino Giordano. Presenti  Il Governatore Distretto 2100, Salvatore Iovieno, l’Assistente Maurizio Fasano, personalità del mondo della cultura e del sociale. La relatrice, d.ssa Carolina Annechiarico, Senato della Repubblica, dopo il saluto del presidente Rosolia, con una attenta disamina delle problematiche legate al dissesto idrogeologico del territorio Campano ha catturato l’attenzione del folto pubblico presente. “Il “dissesto idrogeologico”, come definito all’art.54 del D.Lgs. 152/06 …” – afferma la d.ssa Annechiarico – “ … è “la condizione che caratterizza aree ove processi naturali o antropici, relativi alla dinamica dei corpi idrici, del suolo o dei versanti, determinano condizioni di rischio sul territorio”.  Nella Regione Campania le aree con tali caratteristiche sono numerose e l’esposizione al rischio geologico-idraulico costituisce un problema di grande rilevanza sociale, sia per il numero di vittime, sia per i danni prodotti alle abitazioni, alle industrie e alle infrastrutture, che desta ancor più preoccupazione se si pensa ai potenziali futuri scenari connessi al cambiamento climatico.” Secondo le indicazioni della relatrice appare chiaro che il rischio idrogeologico in Campania è stato, ed è, condizionato dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche del territorio che hanno, da un lato, incrementato la possibilità di accadimento dei fenomeni e, dall’altro, aumentato la presenza di beni e di persone nelle zone dove tali eventi erano possibili e si sono poi manifestati, a volte con effetti catastrofici. L’abbandono dei terreni montani, il continuo disboscamento, gli incendi boschivi, le numerose piste montane, l’uso di tecniche agricole invasive e poco rispettose dell’ambiente, l’estrazione incontrollata di fluidi dal sottosuolo, l’apertura di cave di prestito, la trasformazione degli alvei in strade, l’abusivismo edilizio, l’eccessiva espansione urbanistica con impermeabilizzazione dei suoli, l’occupazione di zone di pertinenza fluviale, il prelievo abusivo di inerti dagli alvei fluviali, la discarica abusiva di rifiuti in alveo, la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua, sono le principali concause che hanno sicuramente aggravato il dissesto del già fragile territorio campano.  Un’ attenzione particolare è stata poi dedicata ai beni culturali a rischio. Secondo i dati “Ispra”, Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, aggiornati al 2018, sono, infatti, ben 1154  i beni culturali della Campania a rischio “elevato” o “molto elevato” di frana. La cifra sale a 3189, se si considerano anche i siti per cui la pericolosità viene indicata come media o moderata. Parliamo del 35,9 per cento del totale regionale. Appare chiaro quanto sia necessario non abbassare la guardia verso questa problematica, come sottolinea il Governatore Iovieno, nel suo intervento: “Il progetto distrettuale Beni Culturali, che abbiamo messo in campo quest’anno, desidera accendere i riflettori su tutte le problematiche legate al nostro patrimonio strorico-culturale, tra cui l’effetto dei danni idrogeologici sullo stesso.  A tale riguardo è stato firmato un protocollo d’ Intesa con la Protezione Civile della Regione Campania, proprio per operare insieme in difesa del territorio.“ – spiega il Governatore Iovieno nelle sue conclusioni. Ricordiamo che la particolare e gravosa situazione del dissesto idrogeologico in Campania era già nota nella prima metà del ‘900, e da allora nonostante gli interventi, c’è ancora tanto da fare e su cui riflettere, affinchè non vada disperso il grande valore della nostra storia e della nostra identità campana.  Significativa l’interazione con il pubblico presente, ricca di idee relative ad iniziative per la salvaguardia dei nostri Beni Culturali, a dimostrazione di quanta attenzione i cittadini di tutte le età ripongono nelle bellezze architettoniche e storiche che li circondano.